Madaya alla fame, il convoglio forza l’assedio

Un convoglio di viveri ha forzato oggi l’assedio di Madaya, la città della Siria con 40mila persone ridotte alla fame. Su Avaaz una petizione all’Onu.

Madaya alla fame, arriva il convoglio

 

Potrebbe essere un barlume di speranza per la sopravvivenza di 40mila persone ridotte alla fame il convoglio di aiuti umanitari giunto oggi a Madaya, la città della Siria sotto assedio da ormai sei mesi e da cui arrivano solo terrificanti immagini di civili denutriti e costretti a mangiare cani e gatti.

Nonostante la tregua concordata a settembre, la situazione per la popolazione di Madaya è drammatica. Secondo quanto ha riportato Medici senza frontiere, almeno due dozzine di persone, e tra loro anche sei neonati, sono morte di fame dal primo dicembre ad oggi, cinque solo nella giornata di ieri – in quella che viene definita una prigione a cielo aperto senza alcuna via di fuga.

 

A Madaya si mangiano i gatti

L’Onu ha stimato che siano quasi 42mila le persone che rischiano di morire di fame e privazioni. Sono mesi che la città è teatro di scontro tra forze governative e ribelli, e mancano del tutto i rifornimenti di viveri. Un medico ha riferito alla emittente televisiva americana Nbc che gli abitanti di Madaya si sono ridotti a mangiare i gatti si sono ridotti a mangiare gatti.

Solo la scorsa settimana il governo siriano ha accettato di permettere l’invio di aiuti umanitari a Madaya e a due città, KefrayaFoua, anch’esse ridotte alla fame.

E così il convoglio allestito dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna rossa siriana e sostenuto dall’Onu è riuscito ad arrivare a Madaya nel primo pomeriggio di lunedì, portando viveri che si spera siano sufficienti a sfamare 40mila persone per un mese.

“Lo scarico dei viveri a Madaya avverrà questa sera stessa”, ha comunicato via Twitter un portavoce del Comitato internazionale della Croce rossa.

 

“Qualsiasi cosa riusciamo a portare, comunque non è sufficiente” ha detto tuttavia Iyad Nasr, un portavoce dell’Ufficio di coordinamento delle questioni umanitarie dell’Onu, motivo per cui l’Onu spera di ottenere un accesso incondizionato alla città e ai villaggi sotto assedio.

 

Su Avaaz la petizione all’Onu per Madaya

Intanto, è proprio all’Onu che si rivolge il mondo di internet, perché su Avaaz è stata lanciata una petizione per chiedere all’Onu di intervenire su Turchia e Iran perché fermino i loro alleati locali e per fermare l’assedio. Destinatario della petizione on line il Segretario dell’ONU Ban Ki-moon, l’unico che, forse, potrebbe far dialogare le parti e salvare migliaia di persone.

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